Incontro della domenica 15 aprile sugli adolescenti


Incontro della domenica 15 aprile sugli adolescenti, tema il quinto linguaggio d’amore, ossia i gesti di servizio. È una vocazione essere genitore, dalle pappe ed i pannolini dei piccoli si passa a altre necessità. Il lavoro è importante, ed è servizio emozionale, non dovere forzato. Pensiamo a Santa Teresa di Calcutta, offerta liberamente nel donare ai poveri il suo servizio. Lo spirito deve essere sereno, forma di amore, cioè il servizio va scelto liberamente. Così il serbatoio di amore dei figli si riempie. Tentare di cambiare l’adolescente in cambio di un servizio non è per niente positivo e non gli riempie il serbatoio di amore. Non si vince così! Promesse e moine non vanno bene, come fare le cose ne cambia l’impatto. I genitori debbono essere guide e modelli, amare ed essere amati cosicché i figli facciano lo stesso. Occorre fare incondizionatamente. Alcuni servizi aiutano il figlio adolescente senza doppi sensi. Importante offrire cose che non possono fare da soli. Occorre mostrare gli aspetti fondamentali della vita, come l’espressione di amore insita nel donare gratuitamente. Se il figlio vive in pace, è buon segno di efficacia della nostra azione educatrice. Ascoltiamoli, anche in ciò che dicono fuori casa sulla propria famiglia. Se sono arrabbiato, il che capita spesso alla loro età, non pensiamo che davvero sia contro di noi. È espressione della difficoltà che si prova nel cambiamento. Ogni adolescente ha un linguaggio di amore preferito, ma vanno utilizzati tutti.
Ciò che si vive nell’infanzia, poi si vive nella adolescenza. Spesso l’insicurezza è frutto della assenza dei genitori nell’età più tenera. Resta difficile crescere, e capita pure che aver avuto tutto nell’infanzia rende adolescenti pigri ed annoiati. Il cambiamento deve essere aiutato, non respinto, perché la paura di crescere non prevalga. Più fortunati gli adolescenti che trovano la propria strada subito, più sfortunati quelli che non la trovano, e la maggioranza la trova tardi. Va stimolata l’indipendenza. Nei genitori gli adolescenti vedono un ideale, ma siamo concreti con possibili difetti. Ci può essere la delusione perciò, ma quando i figli cresceranno ritroveranno i genitori concreti, come sono. I figli devono differenziarsi, eppure dopo la ribellione cercheranno di seguire i genitori ed assomigliare a loro. Non dobbiamo abdicare al ruolo genitoriale, anche quando attaccano, perché alla fine torneranno a noi che li amiamo. La delusione è fisiologica, fa parte della crescita, ma alla fine saremo sempre come genitori la figura di riferimento per i nostri figli. È una esperienza di autonomia ed indipendenza necessaria, maturata la quale riscopriranno il nostro ruolo.
La prossima volta cercheremo concretamente come osservare e capire i nostri figli nella loro individualità, nel loro linguaggio d’amore preferito. Ci vediamo il 6 maggio per chiudere il discorso.

Giulia

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